GLOSSARIO

Alcuni termini da sapere sul vino

Metodologie Vinificazione

Le “bollicine” o perlage non sono altro che l’effetto dell’anidride carbonica trattenuta nel vino. Lo spumante è un vino senza denominazione fatto con il “metodo classico” o Charmant.

Metodo classico (o champenoise):

La ri-fermentazione è svolta direttamente in bottiglia.

Metodo Martinotti (o charmant):

La ri-fermetazione è svolta nelle autoclavi

Ri-Fermentazione:

per indurre la rifermentazione viene aggiunto uno “sciroppo” fatto di zucchero e lieviti selezionati chiamato “liquer de tirage”. Questo garantisce la presa di spuma che rende il vino frizzante o spumante: Il vino viene messo in una bottiglia speciale (Champagnotta) dal vetro più spesso per sopportare le atmosfere (dalle 4 alle 8); viene chiusa con tappo corona per 4 – 6 mesi al buio. In questo lasso di tempo gli zuccheri si trasformano in anidride carbonica e alcool ed il lievito vanno incontro all’autolisi (muoiono).
Ma la loro azione non finisce, inizia l’affinamento sui lieviti durante la quale essi rilasciano profumi e sentori di lievito che rendono unico e caratteristico lo spumante.
Le bottiglie vengono messe nelle pupittes inclinate. Avviene poi il remuage, rotazione che permette di far scendere i lieviti.
Sboccatura: viene tirato via il tappo con i lieviti finale e viene inserito il tappo sughero a fungo con gabbietta. Per alcuni viene inserito “il liqueur d’expédition”.

La Liqueur d’Expedition:

E’ lo sciroppo è ottenuto miscelando zucchero, vino vecchio, solforosa e altri componenti.È uno sciroppo a elevato tenore zuccherino utilizzato per aumentare la concentrazione degli zuccheri nello spumante prodotto mediante “metodo classico”, che viene aggiunto nella fase finale di preparazione dello spumante dopo la stappatura (dègorgement) tramite il dosaggio (dosage) mediante delle macchine dosatrici. la Liqueur può avere diverse funzioni: Correttiva; di caratterizzazione del prodotto e di preparazione alla commercializzazione: con la liqueur si può agire sulla solforosa libera, sulla stabilità tartarica, sul ritocco del colore (es. nei rosè).

Vino Spumante:

presenta una sovrapressione non inferiore a 3 bar dovuta all’anidride carbonica e per il quale il titolo alcolometrico totale delle partite (cuvée) destinate alla sua elaborazione non è inferiore a 8.5% vol.

Vino frizzante:

Un vino frizzante è qualcosa di molto simile: la differenza principale sta nella sovrapressione, che deve essere compresa tra 1 e 2,5 bar.

Cremant:

Spumante prodotto in determinate zone della Francia: Alsazia, Borgogna, Loira, Bordeaux, Limoux, Die,Jura e in Lussemburgo, col metodo della ri-fermentazione in bottiglia, ovvero metodo classico o Champenoise (come gli champagne), si differenzia per la minore pressione in bottiglia e le sue bollicine sono più delicate e eleganti. Dopo la seconda ri-fermentazione in bottiglia deve riposare come minimo 9 mesi e l’uscita in commercio deve avvenire dopo 12 mesi dal tirage. In Italia uno spumante dalle caratteristiche simili è il Franciacorta Satèn dove il limite della pressione all’interno della bottiglia non deve superare i 5bar, il risultato è uno spumante con una spuma morbida e setosa.

Franciacorta:

Spumante prodotto con metodo classico, ma la zona di produzione è circoscritta Franciacorta DOCG. La Franciacorta è una zona collinare situata tra Brescia e l’estremità meridionale del Lago d’Iseo, in Lombardia. È una delle zone italiane con più alta produzione di spumante.

Champagne:

Spumante prodotto con metodo classico nella regione dello Champagne. Il 29 giugno 1936, lo Champagne divenne Appellation d’Origine Contrôlée (AOC). Si possono definire quattro grandi centri di produzione dello champagne:
– Montagne de Reims, culla del Pinot nero
– Vallée de la Marne, terra di produzione del migliore Pinot Meunier
– Cote Des Blancs da cui provengono i migliori champagne di Chardonnay, i celebri Blancs de Blancs;
– Cote des Bar, in cui si coltiva un Pinot nero di grande espressività

Trentodoc:

Vino spumante di qualità, esclusivamente metodo classico. La superficie vitata trentina conta un totale di 10.000 ettari (il 2% in Italia) con una percentuale di uva base spumante dell’8% e una produzione totale annua di circa 7 milioni di bottiglie. Dal mite Lago di Garda al freddo pungente delle Dolomiti, la varietà climatica del Trentino è molto ampia e contribuisce, insieme ad altre specifiche territoriali, a definire l’esclusivo carattere di Trentodoc.

Prosecco:

Spumante prodotto con Metodo Marinotti o Charmant (fermentazione nelle autoclavi). Il prosecco è un vino bianco a Denominazione di Origine Controllata prodotto in Veneto e Friuli-Venezia Giulia[1]. Divenuto noto negli anni novanta come Prosecco IGT (indicazione geografica tipica), ha conseguito nel 2009 la denominazione di origine controllata (DOC), incrementando la qualità. Alcune denominazioni di questo vino hanno assunto il marchio DOCG (Montello e Colli Asolani prosecco, Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene). Il prosecco è il vino italiano più esportato all’estero. Nel 2014 ha superato per la prima volta lo Champagne per numero di bottiglie vendute nel mondo.

Indicazioni del grado zuccherino:

Pas dosè o dosaggio zero: se lo spumante contiene meno di 3 g/l di zucchero (su questo tipo di prodotto non viene addizionata la liqueur d’expedition prima della tappatura)
Extra-brut: se contiene meno di 6 g/l di zucchero
Brut: se contiene meno di 15 g/l di zucchero
Extra dry: se gli zuccheri sono compresi tra 12 e i 20 g/l
Dry o sec: se gli zuccheri sono compresi tra i 17 e i 35 g/l di zucchero
Demi-sec: se gli zuccheri sono compresi tra i 33 e i 50 g/l di zucchero
Dolce: se contiene una concentrazione zuccherina superiore ai 50 g/l, per esempio l’Asti spumante, che ha un valore di zuccheri attorno all’ 8% (8 grammi su 100 ml, 80 grammi su 1000 ml).

Indicazioni sulla provenienza e qualità:

AOC: L’Appellation d’origine contrôlée (AOC) è un’etichetta ufficiale francese o svizzera di protezione di prodotti agroalimentari, equivalente alla Denominazione di origine controllata (DOC) in Italia. I prodotti marchiati AOC sono prodotti tradizionali, legati al loro luogo d’origine o ad un sapere locale. Gli AOC francesi e svizzerI fanno parte – quando sono registrati – dei prodotti agroalimentari protetti dall’Unione europea, e rientrano nel registro delle Appellations d’origine protégée (AOP), equivalente in italiano al Denominazione di origine protetta (DOP).
Château: nonostante il suo significato in Francese sia “castello”, se vieneutilizzato nel vino non ha nessun legame con le suggestive costruzioni medievali. Uno Château è un’azienda vitivinicola che produce vino ed è prevalentemente utilizzato nella zona di Bordeaux. Il termine è sempre seguito dal nome specifico dell’azienda
Clos: il significato Francese di questa parola è “chiuso” o “racchiuso”, ma nella terminologia enologica indica un vigneto o una proprietà recintata e delimitata. Il termine viene utilizzato prevalentemente nella Borgogna e solo le aziende che possiedono un vigneto e che producono e imbottigliano il proprio vino possono utilizzarlo nell’etichetta.
Domaine: Indica una proprietà, appartenente ad una singola azienda, composta da un singolo o più vigneti, anche collocati in zone diverse
Côte: “costa” in Italiano, inteso come lato o parete di una collina o di un pendio, indica una zona delimitata di produzione di qualità, principalmente della Borgogna Cru nella terminologia enologica Francese indica una determinata zona, spesso un singolo vigneto o una piccola località, che grazie alle sue specifiche caratteristiche climatiche, geologiche e ambientali, produce vini di qualità e di caratteristiche superiori o comunque uniche e identificabili.
Grand Cru: questo termine è utilizzato in Borgogna e indica un vino prodotto in un vigneto di qualità superiore ed è il riconoscimento di qualità più alto che può essere attribuito ad un vino. Lo stesso significato viene attribuito anche nella Champagne e nell’Alsazia. Nella zona di Bordeaux il termine non ha la stessa importanza che ha nelle altre zone e viene riconosciuto ad alcuni Château, in particolare a quelli di Saint-Émilion
Grand Cru Classé: Il termine è utilizzato prevalentemente nei vini di Bordeaux. Nella zona di Saint-Émilion indica il secondo livello di classificazione, mentre nella zone di Médoc e Sauternes indica un vino che appartiene ad una categoria di classificazione compresa fra la seconda e la quinta
Premier Cru (1er Cru): nella zona di Bordeaux, con l’eccezione di Sauternes e Barsac, indica un vino appartenente alla più alta categoria di classificazione. Attualmente solo cinque Château possono fregiarsi di questo riconoscimento. Nella zona di Sauternes indica invece la seconda categoria di classificazione. Nella Borgogna indica il secondo livello di classificazione, al di sotto di Grand Crup
Premier Grand Cru (1er Grand Cru): nella zona di Sauternes indica il livello più alto di classificazione. Attualmente, solo uno Château appartiene a questa categoria. Viene anche indicato come Premier Cru Supérieur
Premier Grand Cru Classé (1er Grand Cru Classé): nella zona di Saint-Émilion indica la categoria di classificazione più alta attribuibile ad un vino. La dicitura può essere riportata anche nelle etichette dei vini del
Millesimato: vini che appartengono ad una singola annata, ossia il millesimo. i millesimati, nella maggior parte dei casi, vengono prodotti in annate speciali.
Non Millesimato (sans année) s.a.: all’assemblaggio dei vini che provengono da cru, vignetti e annate diverse.
Assemblaggio (vino): Termine che indica un’operazione di taglio del vino. Nella produzione dello spumante è una fase fondamentale dove si realizza la cuvée, ossia la miscela dei vini di base, di diverse annate e provenienze, ognuno dei quali è ottenuto da uve differenti vinificate separatamente.
Vignerons Indépendants: è un’associazione commerciale vitivinicola con sede a Parigi che promuove e assiste piccoli e indipendenti produttori di vino in Francia , simile alla British Society of Independent Brewers (SIBA) . I membri possono utilizzare il logo dell’associazione sui loro prodotti Le parti più importanti dell’associazione della loro carta stabiliscono che i membri devono: rispetta re il loro terroir, lavorare e vendere direttamente la loro vigna, produrre i loro vini da soli, nella loro cantina e così vale per l’imbottigliamento e mantenere le tradizioni vinicole.

Altre curiosità?

Abbiamo elencato e descritto brevemente i vocaboli più utilizzati nel linguaggio del vino. Un vero esperto dovrebbe conoscerli proprio tutti!. Se hai dubbi o richieste particolari chiamaci o scrivici usando il form sottostante.

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